Roberto Bonfanti: gli ascolti di novembre 2026


All'orizzonte inizia già a delinearsi il tramonto di questo 2026. Prima che il freddo abbracci davvero ogni cosa e che le lucine colorate tornino ad adornare le strade c'è però ancora molta musica da ascoltare.
Affonda le radici in una Genova raccontata in modo inedito ma sa anche aprirsi a qualcosa di molto più ampio, “Giano Bifronte” di Giacomo Theft Grasso. Nove canzoni stranianti, sospese fra passato, contemporaneità, leggende e realtà, incentrate su un’elettronica minimale che si lascia accarezzare da diverse influenze ma mantiene sempre la sua natura ipnotica.
Ci sono tante storie fra le pieghe di “Canzoni di fine estate” degli iBerlino. Storie importanti e spesso drammatiche, piene di vita e di umanità, che si innestano su dodici canzoni che partono da un trip-hop spigoloso per abbracciare poi diverse sfumature senza mai perdere di vista il fil rouge segnato dalle atmosfere dolenti e da una costante inquietudine di fondo.
Sono ormai una certezza, i Circus Punk. Un progetto abrasivo, carico di spirito iconoclasta ma capace anche di evolversi e declinarsi in modi diversi, come conferma il nuovo EP intitolato “Sissignora”. Quattro canzoni che spaziano fra cavalcate punk-rock dirette come un pugno in faccia e ammiccamenti a lampi di malinconia cantautoriale o svisate blueseggianti.
È un lavoro riflessivo ma mai cupo, il nuovo EP di Giulia Pratelli intitolato “Un fiore”. Un percorso intimo che si snoda attraverso cinque canzoni delicate, dalle atmosfere ariose e limpide ma dagli arrangiamenti privi di orpelli, che si interrogano in modo non banale su tematiche sensibili come il tempo, la memoria o la ricerca di una propria identità.
Sembra una figura in estinzione, quella del cantautore ripiegato sulla chitarra acustica che si abbandona a canzoni introspettive colme di riferimenti culturali. “L'amore da vicino” di Giorgio Cuscito rivitalizza questo approccio in modo personale, con un disco austero, ipersensibile e coerente fatto di canzoni sussurrate e arrangiamenti minimali ma curatissimi.
Fra riflessioni intime e lampi di ironia, “L’operetta di cartone” di David Zulli appare come qualcosa confezionato con un approccio da artigiano della musica d’altri tempi. Sei canzoni che toccano corde diverse, alternando momenti giocosi con altri più suadenti, lasciando però sempre al centro della scena la scrittura dell’autore, il suo estro e i suoi pensieri in fermento.
Qualcuno sosteneva che tradurre i propri maestri può essere un modo per ritrovare sé stessi. “Risuona” dei Perturbazione sembra esattamente questo: un lavoro in cui, traducendo e portando nel proprio mondo sonoro dieci canzoni di artisti internazionali, la band piemontese dà un nuovo smalto all’approccio confidenziale raffinato che ha segnato i propri lavori migliori.
Roberto Bonfanti [artista e scrittore] www.robertobonfanti.com




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