Onorate "IL VILE" di Stefano Attuario
- francescocaprini
- 30 mar
- Tempo di lettura: 3 min

Trent’anni fa…Una cascina, sperduta, nelle campagne intorno a Centallo, un paesino del Cuneese. Intorno solo un’altra abitazione a debita distanza tale da non rischiare di far morire di isteria i suoi abitanti. Temperature rigide, un inverno che rivela un bianco candido tutt'intorno, un'estetica in netto contrasto con la scelta dei Marlene di caratterizzarsi con un intenso viola vinaccia. Il testo di presentazione del nuovo album riportava : “Il Vile” è il nuovo cd di Marlene Kuntz. Ci sono dei progressi. Il gruppo sta maturando. Un altro tassello importante per il nuovo rock italiano che cresce. Musica di rabbia e disperazione. Melodie che avvolgono. Testi intrisi di furore e romantica malinconia. Chitarre lancinanti che stridono. eccetera Bla Beach…e ancora, inoltre FUCK CIAO BYE BYE.
Trent’anni oggi per IL VILE, una tournée celebrativa, e un vinile celebrato con una ristampa in edizione limitata, disegnata e illustrata da Alessandro Baronciani, fumettista che ha interpretato i brani del disco con un booklet/fumetto e cartoline con vignette estratte dal fumetto stesso.
Trent’anni oggi sul palco dell'Alcatraz, i Marlene non deludono le aspettative, sono una macchina perfetta, si divertono, si esaltano, l’energia è palpabile contagiosa.
Ogni brano rispetta l’essenzialità nei suoni, niente fronzoli. l'intensità trasmessa è un viaggio emotivo, in ogni nota, in ogni parola.
Godano in un’intervista a ExitWell, afferma che : La differenza la farà solo l’età: abbiamo trent’anni in più. Ma quel suono è nel nostro DNA. Non siamo una band che rinnega ciò che è stata. Se riprendiamo quelle cose, le suoniamo per quello che sono.
Parole e sentimenti accolte da un pubblico che è eterogeneo, non ci sono solo quelli che come me hanno consumato trent'anni fa Il Vile, ma ci sono anche giovani che cantano, gridano, pogano, pochissimi cellulari accessi, Marlene e pubblico sono un’unica anima, viva, vera, che respira, che suda, insieme, senza limiti di età. Un concerto indimenticabile per intensità ed emozioni, che conferma come la vera musica sia eterna.
A fine concerto rimane la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di autentico, non un sentimento di nostalgia ma di consapevolezza verso un'opera che continua a interrogare il presente.
Certi dischi non appartengono ad un periodo o epoca, ma appartengono a chi continua ad ascoltarli.
All’epoca Il Vile, era un album complesso, che oggi farebbe fatica a trovare spazio, manca la dedizione, l’approfondimento all’ascolto, il mio invito è quello di prenderci il tempo per celebrare queste opere.
Sempre dal testo di presentazione dell’album Il Vile, che trovate nel libro Nuotando nell’Aria di Cristiano Godano, edito da La Nave di Teseo, c’è un bellissimo invito alla fine …quando giochiamo, noi facciamo così: musichiamo l’invincibile ardore che asperge le nostre anime, dando voce al bisogno urgente di essere noi stessi. E’ il nostro modo di stare zitti. Non si cerchino appoggi, perché non c’è tendenza e non si tendono aiuti. Niente rap, bristol-tricky sound, o grunge crossover shock, tutto ciò di cui avete bisogno è amore, per essere anche voi-voi stessi. La musica è un’arte. La scrittura è un’arte. Buona ricerca. Buon ascolto. M.K.
Alla una domanda su ExitWell : se poteste incontrare i Marlene Kuntz del 1996, cosa direste loro ?
Riccardo Tesio : non rovinare la magia di quell’epoca. Lascia che accada.
Non perdetevi i concerti in programma di questo tour perché C’è da lasciare al fuoco le maschere, La seta non puoi altro che amare, baciare, lambire , sfiorare, Onorate il Vile
Grazie M.K.
ONORATE "IL VILE"
Articolo di Stefano Attuario
per il blog di Rock Targato Italia




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