Natural Selection, Psicomusica dell’inganno. Le illusioni percettive di Florian Hecker. Articolo di Fabio Pigato
- francescocaprini
- 1 giorno fa
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Nel film del 1998, Pi greco, il teorema del delirio, Darren Oronofsky ci dice che il nome di Dio potrebbe essere una sequenza di 216 cifre.
Forse questo non era esattamente l’obiettivo di Florian Hecker quando ha deciso di collaborare con Vincent Lostanien (ricercatore in informatica e scineze del suono), però ci andava vicino.
Il metodo si chiama time-frequency scattering e consiste in questo: Si prende un suono, lo si scompone in microframmenti (tempo + frequenza), si analizzano come dati e si ricombinano. In questo modo si crea un’illusione nel nostro cervello. Come sentire dei nastri al contrario. Solo che non lo sono. Si tratta di un inganno. Un’illusione temporanea uditiva.
Hecker, oltre ad essere un compositore è molto vicino all’arte contemporanea e alla ricerca scinetifica. Riesce a creare una successione di esperimenti non lineari, ognuno dei quali inganna il nostro sistema di codifica neuronale.
Non ci fa ascoltare della musica, ma dei suoni che il nostro cervello sbaglia ad interpretare.
Pensiamo a questa esperienza non come l’ascolto di un disco, ma come l’ingresso in una stanza dove le regole dell’armonia e della fisica non esistono. E se esistono, sono sbagliate.
I nostri limiti percettivii vengono smascherati dalla matematica che genera il suono.
Il tema centrale è che il tempo è un’illusione dove la percezione fallisce. Non esiste un prima/dopo o un alto/basso, come nelle prospettive di Escher (Maurits Cornelis).
Proviamo ad analizzare un brano. Proprio quello composto insieme a Vincent Lostanien. Dieci minuti di spiazzante follia lucida.
Chiariamo subito una cosa. Mi piacerebbe dirvi di essere riuscito ad analizzare tutto questo da solo. Però la verità è che, la seguente interpretazione è stata fornita da fonti autorevoli.
Syn 21845 (Lostanlen):
Da 0 a 2 minuti - Materia instabile. Suoni polverizzati, senza un attacco netto. Tutto sembra già in movimento e il cervello si sforza di capire da dove si parte.
Da 2 a 5 minuti - Hecker ci toglie i punti di riferimento. Nasce un’illusione, un effetto rewind che ci risucchia. Si tratta di microvariazioni non lineari.
Da 5 a 10 minuti - Sovraccarico cognitivo. Si sovrappongono molti layer con direzioni diverse, senza una timeline unica.
Da 10 alla fine - Collasso della causalità (inevitabile). Non sitamo più ascoltando quello che succede, ma la percezione di quello che succede. (forse aveva ragione John Cage. Il silenzio non esiste e siamo obbligati a percepire sempre qualcosa).
Ora: se siete arrivati a questo punto di lettura, siete stati bravissimi. Spero di avervi incuriosito a sufficienza. Non mi dilungo oltre (perchè non ne sarei in grado), vi invito solamente a lasciarvi andare a questa esperinza immersiva, pensando che quello che avete letto finora, potrebbe essere vero, oppure, tutto sbagliato.
Natural Selection
Psicomusica dell’inganno.
Le illusioni percettive di Florian Hecker
Articolo di Fabio Pigato
per Rock targato Italia




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