L’IPOCRITA E L’ABISSO. Articolo di Paolo Pelizza
- francescocaprini
- 18 mar
- Tempo di lettura: 3 min

La guerra è ciò che accade
quando il linguaggio fallisce.
(Margaret Atwood)
Cosa sta succedendo nel mondo è cosa nota a tutti. Qualcuno potrebbe (anche) dire che la disamina del vostro amichevole visionario di quartiere non aggiungerebbe nulla. Non posso confermare, né smentire. Avevamo già detto di quanto la geopolitica post caduta del Muro di Berlino abbia influenzato la nostra vita quotidiana. Abbiamo ricordato la delibera dei Neo-Cons al Senato degli Stati Uniti del 1994 che, ufficialmente, inaugurava una stagione di “accerchiamento” della Russia per rimanere di fatto l’unica potenza mondiale sulla Terra tramite allargamento ad est della NATO. Abbiamo già effettuato una disamina per la quale i popoli sottoposti a regimi autarchici o dittatoriali crudeli e liberticidi, subiscano per paura di conseguenze estreme. Tuttavia, sono popoli assolutamente consapevoli di essere sottoposti ad una condizione ingiusta. Le democrazie avanzate, l’Occidente, funzionano diversamente: al contrario. Dall’11 settembre 2001, ci hanno spiegato che dovevamo avere paura e così siamo corsi a restituire, un pezzo per volta, tutte le libertà a così caro prezzo ottenute. Così quelli che governano il mondoprosperano. Chi sono? Gli apparati, tutte le “Big” (Big Tech, Big Pharma, Big Oil, etc.), la finanza mondiale, i produttori di armi, il deep state (che dopo Epstein è tutt’altro che una balla da complottisti). Almeno, prima questi facevano pressione da “fuori” verso la politica. Oggi hanno occupato la politica, sono nei governi e hanno perso ogni pudore. Provate a leggere o ad ascoltare Peter Thiel. Il fondatore di PayPal e Palantir (società tecnologica di sorveglianza globale che tra gli altri ha come cliente l’ICE) ha spiegato in modo non fraintendibile che il mondo lo governano i grandi capitali e i grandi capitalisti e che non possono essere limitati da cose bizzarre come il diritto, la morale e l’empatia. Au contrair, tutto quello che li avvantaggia o procura loro piacere deve essere considerato giusto. Insomma, sono in cima alla catena alimentare. Il lato positivo è che la maschera è stata gettata e non è più possibile rimettersela. E’ cosa conclamata che possono fare qualsiasi cosa, giustificare qualsiasi atto criminale, ignorare qualsiasi regola se c’è in ballo la possibilità di fare affari e non solo. Ma avete ragione … il pistolotto sulla geopolitica, non è argomento da visionari.
L’aspetto di cui mi voglio occupare qui è sulla responsabilità degli artisti. Ci sono state molte dichiarazioni e produzioni artistiche contro la stagione che stiamo vivendo e i suoi attori principali. Penso alla dichiarazione di Billie Eilish ai Grammy (ha detto che su una terra rubata nessuno è illegale), la canzone Street of Minneapolis di Bruce Springsteen, l’uscita dell’EP degli U2 Days of Ash, Ermal Meta che “usa” Sanremo per mandare un messaggio dolcissimo e tragico con la sua Stella Stellina, Roger Waters, e, probabilmente, me ne sono dimenticati molti altri; ad esempio, tutti quelli che hanno rifiutato di esibirsi nel “tempio” dell’arte di Washington DC: il Kennedy Center perché dal presidente ribattezzato Trump-Kennedy. Tutti questi artisti sono minoritari rispetto a quelli che non hanno e non hanno nessuna intenzione di prendere posizione. Eh sì. Perché rischiare di diventare divisivi o controversi? Perché prendersi dei rischi? Parliamo d’amore, di matrimonio e famiglia (ovviamente, una sola esclusiva forma di famiglia, un solo tipo di unione e una sola forma contrattuale …), dei propri problemi esistenziali … Perché infilarsi nei casini parlando delle guerre, dei diritti umani e civili e di un mondo sempre più fagocitato in una spirale di violenza e ingiustizia? Troppo pericoloso. Poi, di cosa vogliamo parlare … mica siamo competenti. Quando la casa brucia anche se non hai fatto il corso antincendio e non sei un pompiere, l’estintore lo prendi o sbaglio? Oggi sarebbe anche facile … Ci sono poche possibilità di equivocare da che parte sia la ragione. Gli artisti veri non possono essere pavidi o ignavi. Devono prendere posizione, ispirare e diffondere il messaggio che il mondo non può essere governato senza regole da un minuscolo gruppo di potenti, egoisti, egoici e pure pervertiti. Gente che, tra l’altro, si fregia di essere scelta da Dio e di avere una missione messianica. Non si può fare come l’Unione Europea che o subisce o rimane immobile (spesso resta con il cerino in mano, vedi crisi Russia-Ucraina) e che oramai ha dimostrato che come unione politica non ha senso di esistere, visto che quand’anche si dice no all’alleato che non ha superato la fase dell’egocentrismo infantile, glielo si dice in ordine sparso. L’Unione Europea di Orban e Tusk che si odiano senza fare finta di essere cordiali è più autentica dell’accozzaglia degli altri immobilisti da cui è composta.
La verità è che l’Occidente ha abiurato ai propri valori da sempre: quelli dell’uguaglianza davanti alla legge, quelli dell’inclusione, dei diritti umani e civili e dell’empatia. Non prendendo posizione potrete avere un attuale vantaggio ma non illudetevi. Potete evitare di vedere l’abisso ma l’abisso vi sta guardando.
L’IPOCRITA E L’ABISSO
di Paolo Pelizza
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non so… ok, quindi se ciò che Pelizza vuol dire è che bisogna prendere posizione, quando poi questa presa di posizione è CAMPISTA e ACCHIAPPALIKES, cosa abbiamo ottenuto? Ho parlato con moltissima gente, in questi mesi, che mi ha detto che NON prende posizione per non subire attacchi, boicottaggi, vedersi cancellare date, e cose del genere.. perchè il problema è proprio questo.. Prendere posizione ok, ma solo in una direzione, sennò si subisce un PROCESSO CARDASSIANO, dove si è già colpevoli di default. Invece l’arte deve avere il coraggio di dire sempre LA VERITA’ anche quando è scomoda. E di questi tempi, la verità fuori da ogni ideologia e tifo campista, è SCOMODA PER LA MINORANZA RUMOROSA CHE PRETENDE DI…