IL TRAMONTO DELLA CIVILTA’ DEI VALORI, di Paolo Pelizza
- francescocaprini
- 2 giorni fa
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Accadde in un teatro, che le quinte presero fuoco. Il Buffone usci per avvisare il pubblico. Credettero che fosse uno scherzo e applaudirono; egli ripeté l’avviso: la gente esultò ancora di più. Così mi figuro, che il mondo perirà fra l’esultanza generale degli spiritosi, che crederanno si tratti di uno scherzo.
(Søren Kierkegaard)
Alcuni scavi nel deserto del Ciad hanno rinvenuto alcune ossa fossili che sarebbero appartenute ad un ominide, nostro antenato, già sette milioni di anni fa, bipede. Questa scoperta riporta molto indietro il tratto caratteristico del bipedismo e della sua apparizione. Anche sulla scrittura, sulla nascita delle civiltà antiche e del diritto, nuove scoperte archeologiche stanno tirando indietro le lancette della Storia. Quell’evoluzione umana ha determinato l’avvento delle democrazie, dello stato di diritto, di libertà diffuse e codificate, dei diritti umani e di quelli civili. Sono tutte meraviglie di cui in Occidente ci si crogiola. Meraviglie di cui andare fieri e vantare un certo altezzoso senso di superiorità rispetto al resto del mondo, retrogrado e privo di queste fondamentali libertà. E’ vero? Ovviamente, no. Bisognerebbe domandarsi se si è liberi in un mondo dove per fare qualsiasi cosa, bisogna concedere i nostri dati (anche quelli più sensibili e intimi). Bisognerebbe capire che i nostri dati non sono gestiti dai nostri governi democraticamente eletti ma gestiti da miliardari privati che con i nostri rappresentanti pubblici ci si baloccano. Spesso sono loro ad imporre la linea e le regole ai governi. Pensate al Regno Unito e Palantir Technologies: difesa, sicurezza e sanità pubblica sono in mano al colosso di Thiel. Tutti i dati delle forze armate, delle forze dell’ordine, l’organizzazione del sistema sanitario e le cartelle mediche dei cittadini sono nelle mani dello stesso soggetto. Vabbé, direte, c’è lo stato di diritto! Abbiamo poca memoria … Non ci ricordiamo forse che per avere i sieri che hanno salvato l’umanità dal Covid 19, tutti i governi e gli organismi sovrannazionali (come l’UE) abbiano concesso uno scudo legale pieno per le aziende farmaceutiche che hanno fornito (a pagamento) i vaccini? Vuol dire che nessun tribunale, in nessuno stato occidentale può istruire processi civili o penali contro quelle case farmaceutiche o i loro rappresentanti. Negli USA l’unico processo istruito, promosso da un’associazione di medici per la trasparenza, alla Corte Federale di Dallas è stato celebrato contro la Food and Drugs Administration rea (secondo i querelanti) di aver autorizzato i vaccini “fidandosi” dei test di Big Pharma. Bhé, però i diritti umani? Se non fosse terrificante, mi verrebbe quasi da sorridere. Se volete possiamo fare un elenco dei massacri quotidiani degli oltre cinquanta conflitti in corso. L’Occidente è in mano a privati ricchi e potentissimi che considerano le regole democratiche, l’etica e i diritti inutili scocciature. Peraltro, facilmente aggirabili. Se i server della più grande agenzia di intelligence del pianeta sono di un privato, chi comanda l’agenzia? Quale potere ha il privato nei confronti dell’organizzazione in questione? Però, potreste aggiungere, l’Occidente è molto avanti da un punto di vista delle tecnologie e dell’innovazione. Per quanto riguarda le tecnologie nuove e nuovissime, hanno creato più guasti che vantaggi. Se avete la posta elettronica e internet gratuitamente è perché avete concesso i vostri dati a chi fornisce il servizio. Voi avete un servizio gratuito e loro vi espongono come scatole di pelati sullo scaffale del loro grande supermercato virtuale. Siete voi, il prodotto. Vedete, noi non interpretiamo più il mondo, lo subiamo. L’innovazione parla di dati, non di valori. Non siamo più in grado nemmeno di gestire la ricerca scientifica: basta inserire i dati e avremo un risultato che forse sarà anche veridico ma non ragiona come un essere umano. Ad esempio, sulle conseguenze o sull’impatto che una scoperta potrà avere sulla società. I dati hanno un valore solo per quelli che li gestiscono. Questi non sono soggetti pubblici e non li abbiamo scelti noi. I nostri rappresentanti si sono rivelati impotenti verso il dilagare di queste aziende nel privato e della loro ingerenza nella nostra vita. Oggi l’IA è programmata per imparare dai programmatori, domani si programmerà da sola o verrà programmata da un’altra Intelligenza Artificiale ancora più potente. Per molte persone, il lavoro scomparirà. Sta già succedendo, tra l’altro. Non è pericoloso metterci nella mani delle macchine e di chi le programma? Per me, sì. Sono in gioco cose importanti come l’istruzione, la produzione intellettuale, l’occupazione e la qualità della vita delle nuove generazioni. Qualcuno dirà che sono un catastrofista e che ci rimane comunque la libertà di parola e di espressione. Dove? Forse al bar o nei pochi spazi di libertà che ancora esistono (tra cui questo sito). Le testate giornalistiche italiane, sul processo all’FDA a Dallas, non hanno scritto una riga. Solo una trasmissione di giornalismo investigativo ha reso noto il Pfizergate dopo la pubblicazione dell’inchiesta del British Medical Journal e quei giornalisti sono stati tacciati di terrapiattismo. Il presidente della più grande potenza militare mondiale è una persona imprevedibile e da cui ti puoi aspettare qualsiasi cosa ma la prima cosa che ha fatto è cacciare i giornalisti che lo criticavano dalla Casa Bianca … Ormai tutti, dopo la defezione della ex fedelissima testata di Fox News. Sebbene, lui sia il primo diffusore di fake news. Il mondo è diventato il campo di gioco di pochissimi capitalisti da cui prima non abbiamo voluto e di cui ora non potremo più liberarci. Siamo alla fine dei giochi. Alla fine della civiltà dei valori, capace di provare empatia e di esercitare il senso critico, una rete interpretativa della realtà contemporanea. Sarà un tramonto molto difficile e molto lungo. La fine del mondo come lo conosciamo non arriverà con la Bestia. Arriverà con una serie continua di piccole apocalissi che stanno già accadendo.
IL TRAMONTO DELLA CIVILTA’ DEI VALORI.
di Paolo Pelizza
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