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L’inevitabile lista: "Usi e costumi di un anno che sta per finire" di Fabio Pigato

  • francescocaprini
  • 18 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


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Puntuale e fastidiosa come le zanzare in estate, arriva la lista dei migliori album del 2025 (secondo il sottoscritto. Ovvio). Visto che non possiamo proprio evitarla, procediamo con questa pungente tradizione.

Il 2025 è stato, per me, un anno caratterizzato da sonorità wave e post-punk.         Ma permettetemi di fare un passo indietro. Nel 2024 sono usciti due album molto importanti: Romance dei Fountains D.C. e Tangk degli Idles. Entrambi gruppi già conosciuti, con anni di gavetta alle spalle. Con queste due prove hanno capitalizzato un successo più che meritato. Sono amici/rivali, con un background comune ma prospettive leggermente differenti. I loro tour hanno avuto un grande successo di pubblico, con il merito di riportare le giovani generazioni a concerti dove ci si muove e si ascolta musica aggressiva, piena di energia. Non mi dilungherò entrando nel merito dei loro brani: vi invito a leggere le numerose recensioni che troverete online. Sono partito da loro in quanto penso che siano stati il filo conduttore che ha permesso di accendere i riflettori su alcuni gruppi che nominerò dopo.

Un altro evento mastodontico, impossibile da ignorare nel 2025, piaccia o no, è stato il tour di reunion degli Oasis. Quarantuno date, con una media di 80.000 spettatori e picchi fino a 150.000. Tutti i precedenti record polverizzati, ed ecco ancora il rock che torna negli stadi. Generazioni cresciute negli anni ’90 e non solo: anche giovani che si affacciano per la prima volta ai grandi eventi (emblematico il video di una ragazza che cercava, con un’app di riconoscimento musicale, il titolo di Bitter Sweet Symphony durante l’esibizione di Richard Ashcroft).Forse qualcosa si sta muovendo. Negli Stati Uniti, per la prima volta dal 1990, non c’erano brani rap nei primi 40 posti della classifica Billboard Hot 100. I ragazzacci con le chitarre stanno per uscire nuovamente dai garage e, oltre alle chitarre, si portano dietro un suono creato dai loro papà, evolvendolo. Sono arrivato al punto: questa timida rinascita passa, ancora una volta, attraverso il post-punk e la wave.

Ecco quindi la mia classifica, con giovani talenti e inossidabili ritorni, band che pensavamo arrugginite e su cui abbiamo dovuto piacevolmente ricrederci:


The Murder Capital – Blindness — Tensione cupa 

Suede – Antidepressants — Eleganza stanca 

Self Improvement – Syndrome — Ansia urbana 

Snapped Ankles – Hard Times Furious Dancing — Ritmo tribale 

The Zen Circus – Il Male — Disincanto frontale 

Camilla Sparksss – ICU RUN — Elettronica nervosa 

Shame – Cutthroat — Urgenza sporca 

Calibro 35 – Exploration — Funk cinematografico 

The Lemonheads – Love Chant — Malinconia gentile 

New Candys – The Uncanny Extravaganza — Psichedelia scura


L’inevitabile lista

Usi e costumi di un anno che sta per finire

di Fabio Pigato

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