"Father Mother Sister Brother" - Jim Jarmusch, Anatomia dei legami indissolubili. Articolo di Fabio Pigato
- francescocaprini
- 7 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 8 gen

Father Mother Sister Brother - Jim Jarmusch
Anatomia dei legami indissolubili
Regista: Jim Jarmusch.
Anno: 2025
Durata: 1h 51min
Cast: Tom Waits, Charlotte Rampling, Adam Driver, Mayim Bialik, Cate Blanchett, Vicky Krieps, Luka Sabbat, Indya Moore.
Nel cinema di Jarmusch i personaggi non cercano l’azione: cercano lo scorrere della vita.
Father Mother Sister Brother è uno sguardo profondo, ma privo di giudizi morali, che indaga i legami familiari: consapevoli o inconsapevoli, vicini o lontani, sinceri o di mera convenienza. Sono sentimenti che tendono sempre a venire a galla, anche in modo inconscio. Jarmusch li rappresenta attraverso minimi dettagli, come un colore indossato dai protagonisti, che solo nel momento dell’incontro scoprono di avere in comune con gli altri. La casualità è un concetto che difficilmente si può applicare ai sentimenti: si tratta di una sorta di parentela muta, che precede il linguaggio delle nostre scelte. Non è solo estetica, ma una rima visiva che rafforza un concetto che altrimenti potrebbe sfuggire.
Gli episodi del film si svolgono in tre città diverse: West Milford (New Jersey), Dublino e Parigi, e si aprono tutti con una figura neutra e ripetitiva, probabilmente ispirata alla globalizzazione odierna degli stili di vita: gli skaters. Si muovono come intrappolati in un loop, generato dalle ruote delle loro tavole. Non interagiscono e non parlano con nessuno. Sembrano seguire qualcosa di invisibile, forse proprio quello scorrere della vita di cui parlavamo prima. Sono gli unici individui a non avere alcun tipo di relazione: fuori dalla trama e, in un certo senso, anche fuori dal tempo. Occupano lo spazio che è stato loro assegnato, e nient’altro.
Nel primo episodio, le bugie di un padre si intrecciano inevitabilmente alle vite dei due figli, che affrontano il rapporto con lui in modi divergenti. L’unica cosa sincera sembra essere il paesaggio: un lago visibile dalla grande vetrata della casa del padre, immersa nel verde. L’acqua trasmette un senso di serenità, di pace e, soprattutto, di sincerità. È anche il punto di partenza per introdurre un altro tema caro a Jarmusch: l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse del pianeta da parte dell’uomo. L’argomento viene affrontato sia sotto forma di battuta sia attraverso discorsi filosofici, rendendolo sopportabile senza sminuirlo. L’umanità tratta male il pianeta perché tratta male ciò che non ascolta.
Più volte i personaggi si chiedono se sia possibile brindare con l’acqua. La risposta è sì. Perché il valore non sta nell’eccezionalità dell’oggetto, ma nell’intenzione. L’acqua diventa anche simbolo dello scorrere del tempo, a cui fatichiamo a dare un valore corretto. Proviamo allora a trasformarlo in un feticcio: una nota marca di orologi di lusso compare in tutti e tre gli episodi. Astuto product placement o riflessione simbolica? Meglio concedere il beneficio del dubbio. Resta il fatto che si tratta di un oggetto inutile, che promette precisione e status in un mondo governato dal caso. Nel tentativo di acquisire il superfluo, ci distraiamo e costruiamo muri di incomunicabilità.
Nel secondo episodio, un bellissimo mazzo di fiori copre la visuale tra una madre e le due figlie. Ciò che rende gradevole una relazione è anche ciò che può impedire una comunicazione reale. La bellezza diventa un ostacolo. Il problema non è quindi il muro in sé, ma il fatto che nessuno prova davvero ad attraversarlo.
Nel terzo episodio, due fratelli gemelli si trovano a ripercorrere un lutto doloroso. Anche loro si interrogano sull’acqua, definita tra le altre cose “medicina”. Ma scelgono di rivivere alcuni momenti attraverso gli oggetti accumulati negli anni. La maggior parte è inutile e finirà in un garage, che diventa simbolo dell’incapacità di valutare il valore di una cosa rispetto alla quantità di cose che desideriamo. Solo alcune fotografie e alcuni documenti aiutano i due fratelli a conoscersi meglio.
E forse è questo che Jarmusch continua a filmare: un mondo in cui gli oggetti, i paesaggi e gli elementi fondamentali risultano più affidabili degli esseri umani. Non per cinismo, ma per onestà. Tutto ciò che parla può mentire e l’uomo continuerà a farlo, mentre il lago, no.
Articolo di
Fabio Pigato
per Rock Targato Italia blog




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