Kim Gordon: PLAY ME. Suonala ancora Kim. Industrial Hip-hp Sonico di Fabio Pigato
- francescocaprini
- 1 giorno fa
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Sembra sia toccato a lei mantenere viva la vena più sperimentale degli Sonic Youth. L’ultima volta che l’ho vista dal vivo era insieme a Bill Nace, con il progetto Body/Head. Si trattava del 2013 e lo show si teneva all’Interzona di Verona, uno storico locale ricavato dagli stabilimenti degli ex mercati della frutta. Un’associazione culturale che molto ha fatto per la musica alternativa. Per questo e altri motivi, ricordo la serata con grande affetto. Oltre all’esibizione, che spaziava dal noise al free jazz, mi torna alla mente un’incredibile disponibilità a parlare con il pubblico dopo il concerto, che da lei non mi aspettavo. Chiusa la parentesi ricordi. Solo per mettere in chiaro che non riuscirò a mantenere un distacco emotivo da quello che vi sto dicendo e che mi sento immerso in ogni suo lavoro. Adesso cominciamo con l’articolo: Continua la collaborazione con il produttore Justin Raisen e Kim ci dice di avere scelto di basare la ritmica ancora di più sui beat, rispetto al precedente lavoro. Le batterie sono spesso programmate, tranne nel brano Busy Bee, dove troviamo l’amico di lunga data Dave Grohl dietro alle pelli. Per il resto, ci troviamo davanti a un suono industrial hip-hop alla Death Grips. Le chitarre non sono mai lo strumento principale. Ci sono, ma vengono profondamente modificate, trasformandole in droni distorti e feedback effettati. Kim Gordon guarda avanti, non si ferma mai e, da questo punto di vista, porta avanti il messaggio sperimentale degli Sonic Youth adattandolo ai tempi odierni. Anche i testi sono molto contemporanei. Contengono critiche alla tecnologia e alla IA, insieme ad altre riflessioni sulla politica contemporanea americana.Anche se Kim Gordon ha un approccio profondo e intellettuale, le critiche sullo scroll e sulla tecnologia necessitano di un ulteriore step, cioè: l’educazione digitale e l’etica. Altrimenti rischiano di diventare un discorso retorico, vista l’impossibilità di non usarle che hanno tutti gli artisti (reel, post, distribuzione digitale ecc.).Nel video del singolo I’m a Man, appare la figlia Coco. Diventata una presenza ricorrente nella fase visiva del lavoro della madre. La sua è un’ottima performance interpretativa. Impossibile non notare la somiglianza con Chloë Sevigny, musa e amica di lunga data dell’ormai ex coppia Gordon/Moore.
Ci troviamo dunque davanti a un disco complesso e innovativo, prova del fatto che se una persona cerca di vivere il proprio tempo in modo criticamente attivo, l’anagrafe passa in secondo piano.
Ottimo ascolto. Suonala ancora Kim.
Articolo di: Fabio Pigato
per Rock Targato Italia




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