IL CONTEST CONTESTATO E ALTRE QUISQUILLIE. Di Paolo Pelizza
- francescocaprini
- 6 giorni fa
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“Anche l’ipocrita ha tre segni di riconoscimento: quando parla, mente; quando promette, manca alla promessa data; quando ci si fida di lui, tradisce.”
(Maometto)
Tanto tuonò che poi non piovve. L’Eurovision Song Contest più contestato della storia va regolarmente in scena. Il boicottaggio di oltre mille artisti di fama mondiale e il rifiuto a partecipare di Paesi Bassi. Spagna (paese fondatore del Contest), Irlanda, Islanda e Slovenia che hanno protestato per l’ammissione di Israele non ha sortito effetti di sorta: EBU ha tirato dritto. L’ESC si dimostra all’altezza della politica estera europea fatta di due pesi e due misure. A questo punto perché non ammettere anche la Russia? Ah, è vero … Lì è tutto più semplice: c’è un aggressore e un aggredito. Chi vìola il diritto internazionale, le convenzioni e i diritti umani non dovrebbe ricevere lo stesso trattamento? Evidentemente la legge è uguale per tutti ma c’è qualcuno più uguale degli altri. Detto questo il vostro amichevole visionario di quartiere è rimasto molto colpito dall’entusiasmo del presidente Herzog nell’apprendere che lo Stato ebraico fosse stato ammesso alla competizione canora più importante in Europa. Il perché glielo hanno spiegato Marco Pozzi su Il Giornale d’Italia (qui il link all’articolo https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/785902/leurovision-della-hasbara-israele-investe-nel-song-contest-promuovendo-i-suoi-artisti-e-portando-avanti-la-lotta-sionista.html) e il più conosciuto New York Times che spiega come la partecipazione ad eventi in Occidente siano uno strumento importante di soft power su cui fare anche ingenti investimenti in campagne di comunicazione. L’Unione Europea cerca di effettuare un’operazione di captatio benevolentiae nei confronti dell’ex alleato USA (chi gestirà la sfida del futuro non è in Europa né l’Europa e ce lo hanno detto Trump e Xi forte e chiaro durante il loro incontro) e di una visione filosofica basata su una supposta “superiorità morale” dell’Occidente. Se ci sia mai stata, ormai non ve n’è più alcuna traccia. Ultimamente l’Unione Europea ha emesso un pacchetto di sanzioni verso alcuni coloni violenti in Cisgiordania. Noi abbiamo balbettato (salvo poi tuonare quando non hanno fatto celebrare una Messa in Terra Santa: abbiamo un senso delle priorità che, se non fossimo dentro ad una situazione inumana e terribile, farebbe persino sorridere) ma poi l’abbiamo approvato. Immediata è arrivata l’accusa di antisemitismo da parte del governo israeliano … Ormai talmente abusata da essersi stinta. Comunque, al Contest musicale più importante d’Europa Israele si classifica secondo. Noam Bettan ci racconta una relazione tossica in tre lingue. Né la canzone, né la performance ci hanno fatto battere il cuore. Definirei l’artista contenuto seppur non privo di una moderata raffinatezza. Vince la Bulgaria a sorpresa (fin dall’inizio tutti avevano previsto un plebiscito per la Finlandia che finisce sesta) con Dara che porta un brano da popstar planetaria consumata. La canzone parla di una notte di divertimento ed eccessi: temi leggeri da pop music degli anni Ottanta. D’altra parte, anche i Maneskin avevano vinto con un pezzo da rockstar planetarie iscrivibile al decennio precedente. Il taglio internazionale all’ESC evidentemente funziona. Il nostro Sal Da Vinci viene molto applaudito in sala ma riesce solo a bissare il quinto posto di Lucio Corsi dello scorso anno. Ce l’ha messa tutta. Il bandierone italiano che appare dalla sottana della ballerina-sposa, tutti i cliché di un’Italia che non esiste più da un secolo, la celebrazione delle unioni e della famiglia tradizionale eppure non ce l’ha fatta. Appalusi e standing ovation erano probabilmente più per la rappresentazione di un matrimonio alla moda del boss delle cerimonie che per la canzone. Poco sobrio e polveroso. Concludendo, non voglio dilungarmi sull’ipocrisia di un’organizzazione che ammette un paese che ha violato e vìola sistematicamente ogni tipo di regola internazionale e di diritto fondamentale ma che somministra test antidroga (a Damiano David, n.d.a.) e fa “epurare” i termini volgari dalle canzoni (Zitti e Buoni, Maneskin n.d.a.), sarebbe pleonastico.
Suggerirei che queste manifestazioni ospitino i musicisti e non le nazioni. Questo toglierebbe qualunque tipo di imbarazzo.
Cambiando radicalmente argomento, tra le quisquillie, segnalo il ritorno di Linda Perry con i suoi 4 No Blondes. Sicuramente con del nuovo materiale. Trentatre anni dopo la pubblicazione del primo e unico album Bigger, Better, Faster, More! arriverà musica nuova. In Italia sono famosi per What’s Up (divenuta notissima per una versione remix che faceva da riempipista nelle discoteche) i 4 No Blondes sono stati considerati delle meteore. Linda Perry (la vocalist) ha al suo attivo un album solista e molte collaborazioni come produttrice. Quanto è importante un produttore musicale potete chiederlo a tutti quelli che hanno collaborato con Steve Albini, Rick Rubin, Phil Spector, Greg Kurstin, Alan Parson, etc. L’album che uscirà per l’etichetta indipendente Kill Rock Stars non ha attualmente un titolo. Qualche ben informato mormora anche di un ritorno live che potrebbe portare il gruppo anche nel nostro paese. Staremo a vedere. Gli immortali Rolling Stones il 10 luglio usciranno con un nuovo album: Foreign Tongues. Anticipato da due singoli intitolati Rough and Twisted e In the Stars e da un video di quest’ultimo brano in cui appaiono ringiovaniti. Jagger e soci sono davvero immortali indipendentemente dalle tecnologie che riportano i loro lineamenti agli anni Settanta, non hanno bisogno di deep fake.
IL CONTEST CONTESTATO E ALTRE QUISQUILLIE.
di Paolo Pelizza
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PS. Ringraziamo il Giornale d’Italia, Marco Pozzi e il direttore Luca Greco per averci permesso di riprendere l’articolo di cui abbiamo fornito il link più sopra.




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