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  • Immagine del redattoreRoberto Bonfanti

gli ascolti di aprile 2023


Nelle scorse settimane ha fatto rumore lo scontro fra il colosso italiano dei diritti d’autore e quello mondiale dei social. Uno scontro fra titani da cui gli unici ad avere subito dei danni sono stati, come sempre, i piccoli artisti: quelli che di quanto preteso dalla società italiana non avrebbero comunque visto nulla ma che, dopo questo caos, si vedono negata la possibilità di diffondere la propria musica attraverso alcuni contenuti sia propri che di altri utenti (cosa che non cambia una virgola a chi ha facile accesso ai grandi media ma che danneggia chi invece può affidarsi solo ai piccoli passi). Così vanno le cose in ogni ambito: i giganti si scontrano senza farsi male e le conseguenze le pagano comunque i più piccoli. Ma è anche per questo che è necessario andare avanti e tornare anche in questo mese di aprile a consigliare qualche bel disco.


Si muove nei territori del rock d’autore alternativo più cupo e anticonvenzionale, il giovane Gaube. “Kulbars”, album d’esordio dell’artista, è un lavoro dalle tinte fosche in cui canzoni dalla struttura inusuale accompagnano riflessioni dal gusto amaro e nuotano fra atmosfere post apocalittiche, chiaroscuri e scenari inquieti. Un disco stratificato e personale dal fascino ombroso.

Si respira un’aria da jazz club fumoso dei bassifondi di un film americano, fra le tracce di “Morfina”, il nuovo album di Rudy Marra realizzato con la complicità di Dana Colley dei Morphine. Quindici tracce in cui il sax ha ampio spazio e l’eclettico cantautore si abbandona a canzoni spigolose e istintive, a tratti notturne e spesso incendiarie. Un disco debordante di personalità.

Diego Galeri, Xabier Iriondo, Sarah Stride e Andrea Lombardini: a chi ama il rock italiano basterà leggere la formazione de I Fiumi per restare incuriosito dal loro eponimo disco d’esordio. Un lavoro che non tradisce le attese miscelando sonorità ruvide anni ’90 con una scrittura pop-rock capace di risultare fresca e sbarazzina al punto giusto. Un album indie-rock come lo si poteva intendere all’alba degli anni zero.

Ascoltare “Musica” di Sasso è come infilarsi in una macchina del tempo e ritrovarsi proiettati indietro di una cinquantina d’anni. Un album dall’anima in tutto e per tutto prog, fatto di lunghe parti strumentali, sonorità anni ’70, psichedelia e continui cambi di atmosfera, ma anche di aperture verso momenti pop dall’indole onirica. Un intrigante salto nel passato confezionato con una cura d’altri tempi.

Sembrano uscire da una cantina dei primissimi anni ’90, gli Zaund. Il loro “Riflessi” è infatti un album che richiama l’approccio, le tematiche e la freschezza tipiche degli anni a cavallo fra l’era della new-wave e l’esplosione dell’epoca d’oro del rock italiano. Canzoni immediate e pulite confezionate e arrangiate con uno spirito che richiama l’atmosfera di anni rimasti nel cuore di molti.



Roberto Bonfanti [scrittore] www.robertobonfanti.com

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