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Yann Tiersen @ OGR Torino (07/03/2025)

  • Immagine del redattore:  Umberto Lepore
    Umberto Lepore
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

Press: OGR Torino


L’attenzione al dettaglio di Yann Tiersen si respira sin dalla scelta del tappeto sonoro che accompagna Sala Fucine all’arrivo sul palco del polistrumentista bretone: bassi corposi e freschi synth tracciano una fase pre-concerto dove il gusto dell’artista è già nell'aria. Nota di merito per la scelta di mixare thank you for reconding di Oklou, tratto dall’album choke enought, produzione gioiellino che nel 2025 ha ufficialmente consacrato la 32enne francese sulla scena pop alternative internazionale.



Arrivato sul palco Tiersen saluta il pubblico torinese preannunciando lo schema della serata, dedicata alla sua ultima uscita Rathlin from a Distance | The Liquid Hour, con una prima parte allo Steinway e una seconda “at the machine”. Delicato, triste, intimo, dolce, introspettivo… il pianismo di Tiersen è squisitamente immersivo. Con pochi semplici elementi riesce a prenderti e portarti altrove, disegnando linee continue che salgono e scendono, evolvono per poi rinchiudersi in sé stesse. Il tutto accompagnato da un’ottima azione illuminotecnica, con fasi alterne che vedono ora il dominio dei fari fissi sopra il mezza coda, ora luci colorate soffuse e attive tanto dal palco quanto dai lati della sala.



Con Harmony inizia la seconda parte di concerto, il set che vede il compositore di Brest giocare in console esponendo la sua vena più ritmica e dinamica, entrando in voce su buona parte dei brani e continuando ad avvolgerci con un pattern sonoro profondo e raccolto. Un leggero problema lo costringe a interrompere per pochi minuti la performance, forse un delay in spia… nulla che abbia distolto le nostre menti da quel mood tutto sogni e volteggi.



Ascoltiamo Dolores, una canzone antifascista, e Strum, una canzone sul senso della lotta e della resistenza, seguite da un vigoroso passaggio al violino (in solo praticamente, appoggiato giusto su una leggerissima linea elettronica continua). Brano ispirato all’incontro avvenuto alle Svalbard con uno scienziato di nome Martin, Arne funge da coda alla parentesi elettronica del live, riportandoci nelle viscere di The Liquid Hour. Per salutare il pubblico Tiersen lancia un ultimo affettuoso grazie e torna al pianoforte, cullandoci nuovamente col suo tocco minimalista, ricercato, nostalgico, einaudiano. Catapultati nell’atmosfera d'inizio concerto torniamo al punto di partenza, il cerchio si chiude, il sogno finisce.


Umberto Lepore

@thesound.ofbeauty

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