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Roberto Bonfanti: gli ascolti di gennaio 2026

  • Immagine del redattore: Roberto Bonfanti
    Roberto Bonfanti
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il 2026 sembra essersi aperto camminando lungo la stessa deriva imboccata dagli anni precedenti, con l'arroganza dei potenti che giocano a Risiko sopra le nostre teste pretendendo anche, oltre vent'anni dopo le ampolline di Powell, di raccontarci ancora le favole sui supereroi. Ma riprendiamo anche noi da dove avevamo interrotto: provando a sopravvivere e continuando a consigliare qualche bel disco recente.


È una pietra preziosa, Filippo Gatti, all'interno del panorama musicale contemporaneo. Una gemma che nel suo nuovo album intitolato “Viaggio sentimentale” torna a irradiare la sua luce cristallina attraverso nove canzoni delicatissime dagli arrangiamenti minimali che mettono a nudo tutta la sensibilità e la carica poetica della scrittura dell'artista romano.

Sono la voce di Paola Micieli, la chitarra di Xabier Iriondo e una sessione ritmica composta da Gino Sorgente e Davide Andreoni a dare vita ai Santamante e all'esordio eponimo del progetto: dieci brani che trasudano disincanto, attitudine alternative-rock e desiderio di non togliere mai il piede dall'acceleratore, fra sonorità acide e costante inquietudine.

Lasciano da parte l'elettricità, I Professori, nella loro seconda prova discografica intitolata “Dalla Russia con amore”, per lanciarsi, attraverso sette brani che declinano in chiave acustica l'anima punk della band senza per questo rinunciare alla doverosa dose di spigolosità, in un particolare concept album ispirato ad alcuni dei capisaldi della storia e della letteratura russa.

Si avventura con coraggio in un disco crepuscolare e introspettivo, Giorgio Ciccarelli, con “A luci spente”. Otto canzoni in cui sonorità elettriche e approccio alternative-rock intransigente sposano con naturalezza l'esigenza di confrontarsi con atmosfere profondamente ombrose ed esplorare tematiche solitarie intrise di momenti di amarezza e riflessioni disilluse.

Chiudono il proprio percorso con un album eponimo, gli Hotel Monroe. Trentatré minuti di musica che rappresentano un vero testamento artistico che attraversa tutte le sfumature che hanno segnato il sound della band emiliana in questi dieci anni, dai richiami agli anni '80 fino ai flirt con il rock d'autore passando per i momenti più diretti fra elettronica ed elettricità.

Sa giocare con il rock, la canzone d'autore, il blues e il funk strizzando l'occhio ai cantautori italiani meno convenzionali degli anni '70, Nick The Freak. Il suo “Il rumore della città (Vol.1)” è un lavoro capace di esprimersi in modo brillante e irriverente ridando vita a un approccio musicale da cantautore meticcio e imprevedibile che sembra sempre più in via di estinzione.

Chiudiamo con una segnalazione estremamente particolare: nel 2025 la Ribéss Records ha compiuto vent'anni di attività e ha scelto di celebrare la ricorrenza con “Mondobiscio 2005-2025”, una raccolta di brani (fra inediti, demo, versioni live e quant'altro) firmati dagli artisti che hanno segnato il percorso dell'etichetta e da altri personaggi dallo spirito affine, coinvolgendo nomi come Bancale, Pieralberto Valli, Morose, Francobeat, Unoauno e tanti altri. Quarantaquattro tracce per un progetto che ha la peculiarità di essere pubblicato solo in formato di doppia musicassetta, come una festa privata fra amici ricca di regali interessanti.


Roberto Bonfanti [scrittore e artista] www.robertobonfanti.com

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