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  • Immagine del redattore Umberto Lepore

Mario Biondi al Lirico con "Crooning - The Italian Tour". (26/11/2023)

Aggiornamento: 27 nov 2023

Press: Baobab Music

Ph. Massimiliano Di Stefano


Con il suo timbro vocale dal profondo ed elegante crooning, la voce soul per eccellenza del panorama italiano porta in scena uno spettacolo orchestrale puro e delicato.

Un concerto d’altri tempi, un soul jazz a dir poco raffinato e una squadra di musicisti di prim’ordine (in acustico!).

Sciolinando quasi tutti i brani di Crooning Undercover (il suo ultimo progetto in studio, protagonista di questo tour autunnale nei teatri italiani) e aprendo le danze con la simpatica My Favorite Things, Mario Biondi intrattiene il pubblico meneghino con ben due ore e mezza di musica, andando a pescare qua e là nel suo repertorio discografico ed elogiando in particolar modo (com’è pronosticabile immaginandosi un suo live) il suo capolavoro del 2006, Handful Of Soul.

A condire il magico mondo della sua calda e possente vocalità spiccano le interpretazioni del fantastico Lorenzo Tucci alla batteria (co-fondatore degli High Five Quintet, le cui grintose movenze percussive avranno ricordato agli appassionati di cinema presenti in sala un Miles Teller nei panni di Andrew Neyman in Whiplash), Massimo Greco al pianoforte a coda e la talentuosissima ventitreenne Arabella Rustico al contrabbasso e voce solista.

Insieme a loro un gruppo d'archi (che ha visto duettare violini e violoncelli), una sezione fiati (con tromba, trombone, flauto traverso, filicorno e un giovane sax), delle belle conga e una delicata chitarra classica.

Elegante e giocoso, il crooner siciliano classe ‘71 vive un'enorme passione per il mondo del soul black anglosassone, spalmandolo su colori jazz e declinandolo prevalentemente in inglese (lingua nella quale si è perfezionato fin dagli inizi della sua esperienza canora).

Tanto misterioso quanto umano, Mario è un grande gigante gentile capace di scaldare gli animi dei suoi ascoltatori e cullarli ricordando loro che esiste ancora la musica pop del primo '900 ed esistono ancora “i musicisti di una volta”, i grandi jazzisti.


Umberto Lepore

@thesound.ofbeauty

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