top of page
  • Immagine del redattore Umberto Lepore

Sam Smith e il Gloria Tour: che golden show! (21/05/2023)

Aggiornamento: 28 set 2023

Press: Vivo Concerti


Ph. Vincenzo Nicolello


Dopo cinque anni Sam Smith torna in Italia e abbraccia il Pala Alpitur in occasione della sua ultima uscita discografica, Gloria, con uno spettacolo ricco, potente e diviso in tre atti: amore, bellezza e sesso.

Un racconto che ci vede viaggiare attraverso le diverse fasi della carriera dell’artista.



Una donna sale sul palco, accompagnata dal riecheggiante suono dei suoi passi.

Tirando il grande telo presente ci svela la scenografia, composta unicamente da una dorata rappresentazione dell’Ermafrodito Dormiente del Bernini (che riprende l’iconica versione della Shirley Eaton ricoperta d’oro in Missione Goldfinger), grosso quanto l’intera larghezza della scena. All’altezza delle sue ginocchia una scala, percorsa dagli artisti durante la serata per esibirsi ora sul suo corpo, ora in proscenio.


I: amore

Avvolto da un abito scintillante, con in testa un cappello da marinaio, il talento assoluto inglese avvia le danze con la sua storica super hit, Stay With Me. Il primo tratto di concerto è un romantico throwback del passato squisitamente soul dell’artista, disegnato dagli emotivi successi di In The Lonely Hour ai quali si aggiunge la meravigliosa Too Good At Goodbyes.

L’illuminotecnica è di gran livello, proposta per tutta la serata attraverso una struttura mobile e rettangolare a sovrastare il palco, composta da centinaia di riflettori in grado di alzarsi, abbassarsi e inclinarsi, andando a catturare tanto il solista quanto i suoi complici.


II: bellezza

Il cuore dello show, l’atto più corposo. Un viaggio tra alcuni dei suoi singoli più celebri (How Do You Sleep?, Dancing With A Stranger, Promises e I Feel Love), una buona rappresentanza di Love Goes e, finalmente, l’immersione dentro Gloria.

Eccentrico, spontaneo, sincero, emozionante. Sam si espone senza filtri, cavalcando pienamente l’onda queer che accompagna e caratterizza la sua personalità, rendendola ancora più attraente e luminosa di quanto la sua canorità sia già totalmente in grado di fare. Che voce incredibile, che talento cristallino.

Non più “solo” lui con i musicisti e gli strumentisti: in questa fase la musica evolve, aumentando di groove e ritmo, ed entra in scena la componente coreografica: il livello dello show sale inevitabilmente, prendendo forma brano dopo brano e assumendo la sua dimensione teatrale squisitamente dance pop che, per forza e impatto scenico, non ha nulla da invidiare ai musical internazionali di prim’ordine.

Se nel primo atto ha mantenuto lo stesso outfit, descritto dalla camicia e cravatta con i pantaloni e il corpetto dorati, in questa seconda ampia parentesi dello show l’artista si sbizzarrisce cambiandosi su quasi ogni traccia: dall’elegante vestaglia bianca alla pelliccia rosa, dal completo nero al vestito viola con la scritta QUEER sopra il volto, dal look casual maglietta e jeans al rimanere a petto nudo, sventolando con allegria e spensieratezza quella stessa maglietta e sbattendosene dei pregiudizi sul suo fisico.

Se la canta e se la balla, libero, ma non esponendo nulla a casaccio: si descrive lanciando messaggi forti, tifando per la gioia e l’amore verso sé stessi.



III: sesso

Il finale del concerto, un vero inno. I due minuti di Gloria sono gli unici che lo vedono rimanere da solo sul palco e rappresentano un momento di forte sacralità, con i riflettori dorati a illuminare il suo vestito da sposa e il velo che gli copre la faccia. Ma la purezza del momento dura giusto la durata del brano che, una volta spento, vede il protagonista della serata accingersi alla fase finale, alla massima esplosione d'intimità.

Con la cover di Human Nature di Madonna e i laser arcobaleno sparati al cielo Sam (s)veste l’ultimo outfit rimanendo in mutande di pelle, calze a rete e alti stivali, urlandoci con tutta la sua forza il verso “esprimiti, non reprimerti!”.

E dunque eccolo il finale, la trionfante e strafottente hit di Gloria, Unholy: “welcome to my gay cabaret!”. Un gioco sessuale senza pudore che vede la coreografia abbandonarsi a un’esibizione orgiastica culminante nell’esplosione delle fiamme sulla scenografia, con Sam che vi emerge sopra, con le corna da diavolo e il forcone infernale in mano.



Una festa ruggente, trasparente, rivendicatrice dell’orgoglio genderqueer e capace di emozionarci e godere per la felicità trasmessa dall’artista, euforico e completamente libero da tutti i vestiti che la tradizione culturale conservatrice ha provato a cucirgli addosso ma che, ormai, su quell'imponente corpo non trovano più spazio nè motivo.


Umberto Lepore

@thesound.ofbeauty

56 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page