Roberto Bonfanti: gli ascolti di luglio 2026
- Roberto Bonfanti

- 10 ore fa
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C'è una contraddizione spiazzante oggi in ciò che ruota attorno alla musica: da un lato le canzoni sono diventate assolutamente irrilevanti, come mai lo sono state in passato, all'interno del tessuto della nostra società, tanto che ormai da qualche anno sembra non riuscire più a prendere piede nemmeno un vero tormentone estivo; dall'altro le città si stanno riempiendo di concerti dalle dimensioni mastodontiche come mai hanno fatto nel corso della nostra storia, aprendo a chiunque si trovi in ambito mainstream le porte di spazi enormi che fino a un paio di stagioni fa erano preclusi anche ai giganti del pop. Insomma, si continuano a gonfiare sempre di più gigantesche bolle piene di nulla. Forse anche per questo è più che mai necessario guardare sempre nella direzione opposta.
Non difetta certo di personalità, Lamante. Il suo “Non dico addio” è un album viscerale e doloroso che esplora tematiche legate alla perdita e al senso di abbandono in modo spigoloso e profondamente evocativo affidandosi a un folk alternativo stracolmo di inquietudini. Dieci brani radicali, catartici e irrequieti.
Ha una scrittura pulita da cantautore rock che fila dritta come un treno fra echi springsteeniani e desiderio di raccontare il proprio mondo con piglio energico e ottimista, Tommaso Imperiali. Il suo “Inni generazionali” si snoda così attraverso otto brani sinceri che sembrano creare un ponte fra il New Jersey degli anni ’70 e la provincia lombarda contemporanea.
Esce accompagnato da un libro di poesie, “Terra vergine” di Alessandro Serra, e questo basta già a far capire quanto le parole, insieme alla naturalezza con cui l’autore riesce ad appoggiarle sulla musica, siano al centro del progetto. Dieci brani da cantautore puro, fra sonorità asciutte, critica sociale e ricerca di una dimensione umana più autentica.
Un outsider del presente rende omaggio a un outsider del passato: si potrebbe sintetizzare così “Fanigliulo, l'artista”, il nuovo album all'interno del quale Olden ha scelto di reinterpretare nove brani di Franco Fanigliulo. Un tributo senza fronzoli ma confezionato con grande cura che prova a riaccendere una luce su una mente brillantissima troppo spesso dimenticata.
Suonano math rock e usano delle maschere da prima dell’esplosione globale degli Angine de Poitrine, i Fiesta Alba. Con il nuovo EP “Drops of sunshine in the city of spectres” la band amplia ulteriormente i propri orizzonti unendo i tempi dispari e le chitarre a un’elettronica distopica e introducendo un uso molto particolare della sperimentazione vocale.
Viaggia a fari spenti e passi piacevolmente barcollanti fra scenari alienanti e atmosfere venate di desolazione post-moderna, "Angels Are Mathematical" dei Violent Scenes. Quattro canzoni molto difficili da inquadrare che fondono dark-wave minimale e richiami blues andando a comporre un mosaico profondamente notturno, inquieto e solitario.
Roberto Bonfanti [artista e scrittore] www.robertobonfanti.com




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