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  • francescocaprini

DIRITTO AL BERSAGLIO

CA' DI FRA'

Via Carlo Farini 2

20154 Milano

tel/fax +390229002108

CAROL RAMA

DIRITTO AL BERSAGLIO

Martedì, 9 Maggio a Giovedì, 29 Giugno 2023 Orario: Lunedì – Venerdì 10/13 e 15,30/18,30 per appuntamento


Tel 02.29002108

DIRITTO AL BERSAGLIO

La cartella di venticinque incisioni che Carol Rama ha realizzato tra il 1993 e il 1998, per i tipi di Paolo Sprovieri, è una sorta di inventario, di repertorio di tutto il suo immaginario, dagli esordi sullo scorcio degli anni Trenta alla fine della sua vita, che sarebbe durata ancora diciassette anni, ma che artisticamente ha mantenuto esattamente gli stessi temi, e nelle stesse modalità espressive.

Come definire questi temi? In fondo se ne scorge uno solo, e per identificarlo non mi viene in mente che un solo termine: “libido”. Non ci sono altre possibilità, come non esistono sinonimi. E’ infatti curioso come i sinonimi e le aggettivazioni del termine – come libidine, libidinoso, eros, erotico – si trascinino dietro anche un giudizio morale spesso negativo, disdicevole o comunque relegato per così dire “dietro una porta chiusa”.

“Libido”, dunque, pur portando con sé un po’ di ipocrisia legata al latino e allo scudo della “scientificità” che rende tutto più asettico, è la parola più chiara che si possa usare per un’artista che ha usato altrettanta chiarezza, che non ha mai nascosto la sua attenzione quasi esclusiva per il tema e per gli “accessori” particolari che, con una bella metonimia, fanno sì che la parte stia per tutto (come interpretare altrimenti gli “scopini”, le scarpe o i piedi calzati?...). ogni immagine, in queste incisioni, trasuda “libido” e trasforma tutti noi in voyeurs con la giustificazione dell’arte: dall’altra parte, da parte dell’artista, cioè, c’è il grande merito di aver spalancato quella porta chiusa con la leggerezza dell’istinto, e non con la malizia dell’intelletto. Questo ci permette di vedere leggerezza anche in una figura femminile nuda, priva degli arti, in un letto di contenzione, e definita “appassionata” (e con un paio di scarpini ai piedi del letto che ovviamente non servono per essere infilati …), per non parlare del segno che va diritto al bersaglio, senza soffermarsi in virtuosismi tecnici come i chiaroscuri, o in particolari realistici che indicherebbero un pensiero narrativo invece di un gesto quasi automatico, come deve essere la “libido”.

Marco Meneguzzo

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