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Teatro Out Off 51ª stagione. Dal 12 al 15 novembre MATERIALE PER MEDEA

francescocaprini
10 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

 


Teatro Out Off

51ª stagione

Dal 12 al 15 novembre 

MATERIALE PER MEDEA

testo Heiner Müller

traduzione di Saverio Vertone

per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay

 

ideazione, regia, spazio Agata Tomšič / ErosAntEros

musiche e sound design Matevž Kolenc

con Agata Tomšič

costumi bàste sartoria

disegno luci Gianni Gamberini

assistente al movimento Francesca Frani Dibiase

direzione tecnica e cura degli allestimenti Vincenzo Scorza

consulenti scientifiche Benedetta Bronzini, Anja Quickert, Daniela Sacco

 

produzione ErosAntEros

in residenza presso Artificerie Almagià POLIS Teatro Festival, Teatro di Dioniso Officina Anacoleti #ogniluogoèunteatro

con il supporto di Internationale Heiner Müller Gesellschaft

con il patrocinio di Goethe-Institut Mailand

 

Teatro Out Off: via Mac Mahon 16, Milano

 

Da giovedì 12 a domenica 15 novembre il Teatro Out Off ospita lo spettacolo Materiale per Medea, di Heiner Müller (traduzione di Saverio Vertone per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay), una produzione ErosAntEros - POLIS Teatro Festival con Agata Tomšič che cura anche l’ideazione, la regia e lo spazio. La parola violenta, poetica e politica di uno dei più grandi drammaturghi del Novecento viene messa alla prova dalla ricerca sonora-vocale di Agata Tomšič insieme a Matevž Kolenc, avvolgendo le e gli spettatori in una dimensione scenico-visiva che dà spazio alla forza immaginativa dell'udito e del desiderio, attraversando un mito antico, femminista, decoloniale, ancora estremamente potente.

A 13 anni dal primo avvicinamento di ErosAntEros a Bertolt Brecht (prima con Sulla difficoltà di dire la verità, e poi con Santa Giovanna dei Macelli), Agata Tomšič affronta il drammaturgo tedesco che più di chiunque altro ha saputo prendere il suo testimone e reinventarlo attraverso i linguaggi contemporanei. Come Brecht, Müller rivendica l’esercizio della critica e del dubbio, afferma lo spazio dell’immaginazione e dell’utopia, ma lo fa scrivendo drammi in cui la dicotomia tra mythos e logos non smette di intrecciarsi, creando dispositivi dialettici che avanzano per esplosioni, tra “forme di pensiero taglienti come ferite” ed evasioni dell’inconscio che provocano “nostalgia per una diversa condizione del mondo”. Un teatro in cui lo shock, il sogno, la crudeltà e il grido sono strumenti attraverso cui organizzare un'inondazione di materiali di fronte ai quali il pubblico è obbligato a operare delle scelte.

Scegliere di lavorare sui materiali da lui composti per la figura di Medea vuole dire, tuttavia, anche affacciarsi a un mito di origini antiche: femminista, antipatriarcale, decoloniale; estremamente potente ed eloquente nel nostro presente. Donna, madre, dea, strega, amante, assassina, ma anche migrante, straniera, barbara, schiava, richiedente asilo; in fuga dalla propria terra, tradita dall’uomo a cui ha dato fedeltà assoluta e da lui privata di tutti i diritti.

Composta in diversi momenti tra il 1949 e il 1982, la Medea di Müller si sviluppa in tre parti:

- Riva abbandonata, situata a Strausberg, dove si svolse l'ultima battaglia con i carri armati della Seconda guerra mondiale, quartier generale dell’Armata nazionale popolare della DDR, “potrebbe essere rappresentata durante un peep-show”;

- Materiale per Medea, “stenogramma di una disputa d'onore all'ultimo stadio” tratto da Seneca, Euripide, Hans Henny Jahnn;

- Paesaggio con Argonauti, ispirata a Wasteland ed Ezra Pound, “presuppone le catastrofi che l'umanità sta attualmente preparando”.

In un’intervista del 1983, l’autore, rispondendo a una domanda riguardo alla collocazione di Medea, affermava che “il voyeur ha la possibilità di pagare un buon posto da cui osservare indisturbato il maggior numero possibile di catastrofi”: queste parole sono una chiave per comprendere lo spazio scenico dello spettacolo e il suo rapporto con lo sguardo del pubblico, in particolare nella terza parte del lavoro, dove, grazie a un ribaltamento di prospettiva, gli spettatori e le spettatrici divengono corresponsabili delle catastrofi in cui viviamo e che ci attendono.

Lo spettacolo prosegue il percorso di ricerca vocale-sonora di Agata Tomšič manipolando un materiale testuale difficile, vivo, scottante, radicale, mettendolo in relazione con una particolare ambientazione audio-luci. Per farlo si affida alla collaborazione di Matevž Kolenc, compositore, arrangiatore e produttore musicale, nominato ai Premi Ubu 2024 insieme alla band cult slovena Laibach per il progetto sonoro di Santa Giovanna dei Macelli.

La parola aspra, arida, violenta e poetica, politica e onirica, di Müller diventa simulacro di visioni sonore e visive che si aprono a molteplici interpretazioni. Collocata all’interno di una dimensione spaziale particolare, avvolge gli spettatori in una scena appena visibile, un mondo che lascia spazio alla potenza immaginativa dell'udito e al desiderio. Agata Tomšič / ErosAntEros

Il Nero-buio-assoluto e il bronzo-oro-Sole sono i protagonisti di un dispositivo visivo dove la luce è dosata per lasciare alla dimensione sonora un ruolo preponderante: un omaggio alle opere musive ravennati, fonte d’ispirazione delle donne fatali di Gustav Klimt e dei quadri tattili di Alberto Burri, icone contemporanee dove il sacro e il profano si incontrano, come nelle origini dell’Imperatrice Teodora, di Medea, delle Amazzoni, native delle regioni che si affacciano sul Mar Nero.

Sabato 14 novembre, al termine dello spettacolo, si svolgerà un incontro con Agata Tomšič, Sotera Fornaro e Raffaella Viccei nel quale si parlerà dello spettacolo e si esploreranno i sensi possibili del mito, reso celebre dalla tragedia di Euripide, oggi, nel tempo delle guerre e delle stragi. Sotera Fornaro e Raffaella Viccei dirigono la rivista scientifica open access Visioni del tragico. La tragedia greca sulla scena del XXI secolo e la webzine Visioni del tragico.

 

INFORMAZIONI: 

Teatro Out Off via Mac Mahon 16, Milano

Durata 60 min 

Spettacolo consigliato ai maggiori di 14 anni

Orari: giovedì ore 20:30 | venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00

Prenotazioni e informazioni: T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com 

Prezzi: Intero: 20€ | Under 26: 14€ | Over 65: 10€

 

Giulia Castelnovo

Ufficio Stampa Teatro OUT OFF

M. ufficio.stampa@teatrooutoff.it | T. 327 209 10 89


Ilaria Pompei

Comunicazione e Ufficio Stampa ErosAntEros

M. ilaria.pompei@erosanteros.org | T. 371 676 06 18

 

Agata Tomšič è attrice, dramaturg, regista, direttrice artistica e teorica. Cofondatrice nel 2010 della compagnia ErosAntEros, all’interno della quale porta avanti una ricerca vocale-sonora volta alla sperimentazione con musicisti e compositori differenti, quali Davide Sacco, Matevž Kolenc, Laibach, Bruno Dorella, Quartetto Noûs. Formatasi con diversi artisti della scena contemporanea (Socìetas, Schaubühne, Odin Teatret, Motus, Eva-Maria Bertschy, Living Theatre, Teatro Valdoca, Fanny & Alexander, Anagoor), consegue la Laurea Magistrale in Discipline dello Spettacolo dal vivo presso l'Università di Bologna con il prof. Marco De Marinis nel 2014, continuando a pubblicare i suoi scritti in libri e riviste (AkropolisLibri, “Culture Teatrali”, “Engramma”), tradurre e curare pubblicazioni (Editoria & Spettacolo), organizzare e partecipare a convegni internazionali. Con ErosAntEros produce spettacoli multidisciplinari e di impegno civile con le maggiori istituzioni teatrali europee: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Slovensko Mladinsko Gledališče, TNL - Théâtre National du Luxembourg, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, Teatro della Toscana, TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro della Tosse. Nel 2018 cofonda e codirige fino al 2026 POLIS Teatro Festival a Ravenna, festival internazionale di teatro contemporaneo, particolarmente attento alla programmazione europea e alla partecipazione attiva degli spettatori. Dal 2020 è membro di EASTAP - European Association for the Studies of Theater and Performance (conferenze internazionali Groningen 2026, London 2025, Sitges 2024, Aarhus 2023; Milano 2022, Bologna 2020). Nel 2023 consegue il Master di II livello in Canto Musica Vocale e Teatro musicale del Novecento e contemporaneo presso il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi” di Ravenna (tra i suoi maestri: Alda Caiello, Mauro Montalbetti, Marco Baliani, Marco Di Bari, Antonio Greco, Andrea Cappelleri, Francesca Della Monica). Affermandosi sempre più anche nel ruolo di direzione artistica e manageriale, la sua presenza si intensifica all’interno di progetti, piattaforme e reti internazionali, momenti di networking e showcase. Dopo 14 anni di lavoro in tandem in ErosAntEros, nel 2025 intraprende un nuovo percorso artistico indipendente, che si concentra sulle figure di forza della femminilità, aperto anche a nuove collaborazioni. Dal 2026 è membro di EFA European Festivals Association e fa parte del Consiglio direttivo della rete nazionale ItaliaFestival. Nello stesso le viene affidata la direzione artistica di Mittelfest 2027-2029.

 

Sito ErosAntEros


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