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INTELLIGENZE NATURALI Evaristo Petrocchi 25 marzo – 18 aprile 2026. Testo critico di Emanuele Beluffi

  • francescocaprini
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Con Intelligenze naturali, Evaristo Petrocchi esplora la fragile forza della natura, componendo semi, piante, insetti e altri materiali in opere che testimoniano la resilienza del mondo vivente. La mostra apre uno spazio di osservazione sensibile, in cui forme minime e macro-cicli vitali si intrecciano rivelando i ritmi segreti della vita e invitando lo spettatore a rallentare, ascoltare e comprendere l’ambiente che ci circonda.


INTELLIGENZE NATURALI Evaristo Petrocchi

25 marzo – 18 aprile 2026 Testo critico di Emanuele Beluffi

Opening & Vernissage: 25 marzo 2026 ore 18.30–20.30

SITEROOM Via Washington 106, Milano



In questo dialogo tra uomo e natura, ogni dettaglio diventa un invito a percepire la vitalità, la trasformazione e la capacità della Terra di reinventarsi oltre la nostra presenza. Le opere di Petrocchi si fanno testimoni silenziosi della vita che persiste e richiamano all’urgenza di uno sguardo nuovo, attento e responsabile verso il mondo naturale.

Intelligenze naturali, aperta a Siteroom dal 25 marzo al 18 aprile 2026, si sviluppa come un ecosistema visivo in cui elementi botanici, insetti, semi e fibre naturali convivono con materiali di derivazione industriale, generando forme ibride che mettono in discussione la distinzione tra naturale e artificiale. Il taràssaco (Taraxacum officinale), simbolo di trasformazione e disseminazione, appare immobilizzato su un intreccio di radici di ortensia (Hydrangea macrophilla), mentre altre opere accolgono nidi di vespe, scarabei, melograni, fiori di olivo e composizioni vegetali sospese, che danno vita a un paesaggio stratificato, in cui ogni elemento sembra interrogare il proprio destino.

In questo scenario, la natura non è rappresentata come sfondo, ma come sistema attivo e pensante. Le opere di Petrocchi, infatti, rivelano le cosiddette “intelligenze naturali”: processi invisibili, strategie di adattamento, forme di resistenza e rigenerazione che appartengono al mondo vegetale e animale. I baccelli, i semi e le strutture organiche diventano così tracce di un sapere antico, inscritto nella materia stessa, capace di sopravvivere anche alle alterazioni prodotte dall’intervento dell’uomo.

Una parte significativa della mostra è composta da opere di dimensioni contenute, veri e propri scrigni preziosi: microcosmi in cui la mano dell’artista compone con gesto paziente ogni elemento, naturale e artificiale, come in una delicata opera di incastonatura, restituendo alla materia una silenziosa e vibrante intensità. In queste composizioni, la dimensione intima e raccolta amplifica la percezione della complessità, invitando a uno sguardo ravvicinato e contemplativo, capace di cogliere la ricchezza dei dettagli e la tensione silenziosa tra le forme.

Il lavoro di Petrocchi si colloca infatti in una zona di passaggio, dove la vitalità dei cicli biologici incontra la presenza perturbante di materiali scuri e bituminosi, evocazione diretta dell’impatto dell’industria sull’ambiente. In queste opere, la natura appare al tempo stesso fragile e resiliente, minacciata ma mai del tutto sopraffatta, capace di reinventarsi attraverso configurazioni inattese.

Come sottolinea il critico Emanuele Beluffi nel suo testo critico in catalogo, «la natura era qui prima di noi e con ogni probabilità lo sarà anche dopo, con quella sua ‘logica’ ferrea fra l’estetico e l’etico, che nessun software può replicare. Una riflessione che restituisce al lavoro di Petrocchi una dimensione profondamente contemporanea, in cui il discorso ecologico si intreccia a una più ampia meditazione sul limite umano e sulla persistenza dei sistemi naturali».

Le opere in mostra costruiscono così un’esperienza immersiva e silenziosa, lontana da ogni spettacolarizzazione: un invito a rallentare, osservare e riconoscere la complessità dei processi naturali. Lo spettatore è chiamato a interrogarsi non solo su ciò che vede, ma su ciò che resta invisibile: le relazioni sotterranee, i cicli vitali, le trasformazioni continue che attraversano la materia vivente.

«Nelle mie opere la natura si sospende e si trasforma, diventando un territorio ibrido in cui elementi reali e artificiali convivono, come memorie in bilico tra vita e metamorfosi – afferma Petrocchi -. I semi, i fiori, gli insetti non sono solo forme, ma intelligenze che custodiscono il ritmo invisibile del mondo. In questo spazio incerto, chiedo allo sguardo di interrogarsi su ciò che è vivo, ciò che è costruito e ciò che, silenziosamente, continua a mutare».

Intelligenze naturali si configura quindi come un percorso di consapevolezza, in cui arte e natura si incontrano per generare nuove possibilità di sguardo. Con questa mostra, Siteroom si fa spazio di riflessione e ascolto, invitando a ripensare il nostro rapporto con il pianeta e a riconoscere, nelle forme più minute della natura, una opportunità concreta di futuro.

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Orario:Dal martedì al sabato 11:00–19:00 Domenica e lunedì su appuntamento

Informazioni al pubblico:mariagrazia@siteroom.itTel. 3351282864@site.room


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